Test genetici per individuare i più importanti polimorfismi correlati con l’alimentazione

È oggi possibile conoscere l’assetto genetico di ciascun individuo mediante il test del DNA e quindi contrastare gli effetti di certe predisposizioni genetiche correggendo lo stile di vita e in particolare l’alimentazione.

  • Intolleranza al lattosio: L’esame genetico per l’intolleranza al lattosio, mediante Real time PCR su DNA estratto da campione biologico permette di individuare la presenza in omozigosi o in eterozigosi della variante genetica -13910 C/T sul gene dell’enzima lattasi che permette la scissione del lattosio presente nel latte e nei derivati; tale variante genica è associata ad una predisposizione per l’intolleranza al lattosio in caso di omozigosi l’esclusione del lattosio dalla dieta è da considerarsi a vita, informazione che non può essere fornita dal breath test.
  • Glutine
  • Vitamina d: La capacità di ciascun individuo di assimilare la Vitamina D contenuta negli alimenti, indispensabile per l’utilizzazione del calcio, può essere alterata dalla presenza di tre polimorfismi specifici. È consigliabile eseguire il test per la verifica del corretto metabolismo della Vitamina D in particolare a pazienti con problemi di familiarità per l’osteoporosi o problemi odontostomatologici.
  • Metabolismo dei folati: L’indicazione ad integrare l’apporto alimentare con l’acido folico è suggerita dalla positività del test che mette in risalto le alterazioni del DNA che influiscono in modo pesante sul metabolismo dell’acido folico.
  • Metabolismo dei lipidi
  • Obesità

Programma antiaging (antinvecchiamento) 

Da quando si è concluso il Progetto Genoma, nel 2002, la scienza è sempre più in grado di predire le malattie correlate all’invecchiamento tramite test genetici. Tramite questo test è possibile evidenziare la presenza nel proprio DNA dei geni associati a malattie degenerative, quali l’Alzheimer, in modo che lo specialista in medicina anti-aging potrà cercare di tenerle sotto controllo.

Gli scienziati hanno inoltre dimostrato che non tutti i geni sono funzionanti: alcuni sono attivi, altri disattivi o silenti. Secondo gli esperti, l’attività dei geni è condizionata dallo stile di vita, dall’alimentazione, dall’attività fisica, dallo stress. In base al risultato del test, sarà possibile individuare gli alimenti da ridurre e quelli da aumentare nella dieta quotidiana e gli integratori atti ad antagonizzare certe predisposizioni negative oltre a ottimizzare il funzionamento dei geni che regolano il processo di invecchiamento. In particolare, possono essere identificati i polimorfismi dei geni regolatori dei cinque processi chiave dell’invecchiamento (ossidazione, infiammazione, glicazionemetilazione, riparazione del DNA).